Mariano Mollo

Ho provato vari strumenti per prendere note: da Evernote a QOwnNotes, Simplenote, Google Keep, OneNote, carta e penna, post-it, Moleskine, Org mode, Tomboy, Zim, CherryTree, Turtl, Notion, Joplin... Ho davvero perso il conto di quanti programmi ho usato e di quante esportazioni ho fatto, senza mai risultare soddisfatto.

Il problema sostanziale è che raggiunto un certo numero di note, è facile perdere la bussola e non ricordare più dove sono le cose, oppure di aver già iniziato a ragionare su un'idea qualche mese prima ma riscrivere daccapo perché non si ricorda di averlo già fatto. Sembra sempre di non aver concluso nulla, che la quantità di note scritte resti sfuggente ed insondabile.

La soluzione sarebbe organizzarsi: sì, uso i tag, le categorie, faccio link tra le note, creo una nota modello in cui inserisco come procedere per creare note organizzate. La cosa potrebbe funzionare supponendo che io rispetti le regole. Ma non succede, lo sappiamo. Qui non si tratta di un progetto aziendale in cui i protocolli sono consolidati e se sei fortunato c'è una persona pagata per assicurarsi che le cose abbiano senso. Questi possono essere i tuoi deliri di un momento, che come i sogni devi cogliere al volo, e poi forse un giorno decifrare, unire i punti. Non hai lo sbatti di metterti a ragionare sul tuo progetto di vita sul momento.

I programmi convenzionali mancano di una funzione che ho trovato proprio adesso. I collegamenti bidirezionali, backlinks in inglese.

Roam by Roam Research propone questo approccio. Per prima cosa, ti presenta di fronte una pagina di diario con il giorno attuale; ti invita a scrivere qualunque cosa tu debba in tale pagina. Può sembrare una cosa banale ma è uno sprone immenso a tenere traccia di ciò che si fa durante la giornata. Per creare una nuova nota basta racchiudere tra doppie parentesi quadre [[una o più parole]] e si creerà automaticamente una nota con tale titolo.

La cosa fuori di testa è che quando vai su quella nota, in fondo alla pagina puoi vedere tutti i collegamenti fatti a tale nota. Sembrerà una cosa banale, ma non l'ho mai vista in nessuna app che ho usato.

Per fare un esempio, prendo la mia esperienza da studente. Mentre seguo un corso e prendo appunti a lezione, posso creare mentre scrivo collegamenti agli [[argomenti salienti]] o a qualunque cosa credo possa interessarmi, come un teorema, una definizione.

Ora, quando vado sulla nota dell'argomento, posso vedere in quali lezioni il prof ne ha parlato, se ci sono altri testi che vi fanno riferimento, senza aver dovuto creare manualmente un indice, ma semplicemente avendo segnato dove appare.

Classicamente creo cartelle in cui inserire gli insegnamenti, le lezioni e così via; se ci sono argomenti che appartengono a più insegnamenti che faccio? Li copio in entrambe le cartelle? Faccio un symlink? Se non voglio scegliere uso questi collegamenti magici e la struttura a directory non è più necessaria. Infatti tutte le note sono contenute in un'unica cartella.

Roam è molto appetibile ma ha un problema sostanziale: è una webapp. I miei dati non sono sui miei dispositivi ma in qualche server (probabilmente in America), se non c'è connessione ad internet non posso accedere o modificare le note. Il servizio è attualmente gratuito ma solo perché è in una fase di lancio; immagino a distanza di qualche mese-anno diventerà a pagamento.

Fortunatamente non è l'unico software a proporre questo approccio. Esiste una replica di Roam per Emacs, org-roam, che si basa su org-mode, conosciuto nella comunità degli sviluppatori.

L'ho provato, ho sofferto, ma sono riuscito ad installarlo. Ci ho messo qualche settimana per farci l'abitudine ma comincio ad apprezzarne la potenza.

Emacs

Emacs non è il programma che si incontra ogni giorno. È qualcosa che si potrebbe quasi definire antico. Installarlo, usarlo, configurarlo sono cose tutt'altro che intuitive; ma una volta riuscitici si passa ad un altro livello.

org-roam è open-source e ha una frequenza di sviluppo notevole. In pochi mesi è passato da essere un abbozzo ad avere una versione stabile, e continua a migliorare grazie al contributo di diversi programmatori ed entusiasti.

All'inizio ho provato ad usarlo su Emacs base. È stata la mia prima volta in cui l'ho usato seriamente. Dopo un periodo iniziale sono passato a Doom Emacs, che uso attualmente.

Si possono seguire le istruzioni di istallazione su https://org-roam.readthedocs.io/. Queste presuppongono che si sappia già usare Emacs, quindi meglio andare a vedere prima come si usa.

Oltre ad installarlo, quello che ho dovuto imparare è che le configurazioni vanno inserite nel file ~/.emacs su Linux. Dunque chiudere (C-x C-c) e riaprire Emacs, oppure fare M-x load-file RET ~/.emacs

M-x indica che bisogna premete Meta, ovvero Alt, e x insieme. C-x è Ctrl+x. RET è Invio. Tutte le configurazioni specifiche di org-roam sono contenute nella documentazione.

Doom Emacs

Doom Emacs dovrebbe configurare tutto il necessario solo inserendo +roam vicino ad org in ~/.doom.d/init.el tipo così: (org +roam). Ora dovrebbero attivarsi tutti i poteri di org-roam automaticamente, comprese le scorciatoie. Non ho trovato però subito quali fossero e ho dovuto cercare sulla repo di doom: le scorciatoie di org-roam sono del tipo SPC n r ·.